mercoledì 12 agosto 2009

[capolavori] Coalesce - OX (Relapse/2009)


Disco di un paio di mesi fa. Ho provato a non parlarne ma non ce la faccio proprio a starmene zitto.

Chi sono i Coalesce? Prima di tutto una band da conoscere, che vi piaccia o meno. Tra i primi promotori di quel post core che tanto furoreggiò qualche anno fa, eppure perennemente tagliati fuori dalle rotte commerciali. Colpa del loro andamento troppo fisico e sferragliante per essere apprezzato dai più. Una band di outsider, al pari per dislivello tra importanza/riscontro solo agli Human Remains, che si è permessa di incidere su Relapse, Earache e Hydrahead Records, di alternare split con le leggende grind Napalm Death e gli alfieri emo/college The Get Up Kids, di rimanere per pochi nonostante il loro devastante impatto sulla musica pe(n)sante moderna. Ma i Coalesce sono anche 4 simpatici ragazzotti di Kansas City, capaci di consegnarci dischi dal peso specifico sconsideratamente alto e di rammaricarsi poi, via interviste varie, di non riuscire a suonare melodici quanto vorrebbero. Sono una band contesa dalle più grandi label, ma che finisce poi a vendere i dvd dei propri live masterizzandoseli in casa e impacchettandoli uno a uno. Sono quelli che suonano grosso e ignorante, ma che scelgono di farsi curare gli artwork dal superstiloso Don Clark (precedentemente chitarrista per i Demon Hunter, non esattamente una band seminale). Musicalmente i Coalesce sono tutto: un po’ settantiani, un po’ HC, un po’ metal, un po’ NY noise, un po’ qualcosa che prima non conoscevate. Ed esattamente così suona OX.



Non il loro lavoro più feroce, ma in assoluto quello più vario e godibile. Tra sludge, southern e vocalizzi come non se ne sentivano dai tempi degli Unsane, Bloodlet e Botch. Per questa nuova uscita i quattro si sono presi tutto il tempo possibile, sperimentando e alimentando con inserzioni aliene la loro mostruosa macchina da riff. Così ecco feedback e tastiere lontane che riempiono ogni possibilità di vuoto, riconfermando la densità che le composizioni dei Coalesce hanno sempre avuto (loro vero marchio di fabbrica). Bastano poche canzoni per capire che OX non invecchierà mai, tanto è astruso e fuori da ogni logica commerciale. Tempo fa lessi una recensione musicale dove il redattore spartiva le proposte in due gruppi: dischi che fra 15 anni sarò ancora orgoglioso di avere nella colonnina cd e quelli che invece mi faranno vergognare come un cane, nonostante oggi mi gasino da pazzi. Inutile dire a quale categoria appartiene questo capolavoro.



11 commenti:

Officina Infernale ha detto...

ricordiamo anche il loro cd tributo ai Led Zeppelin "nothing new under the sun".
Ox e' quello che mi piace piu' di tutti una volta li trovavo un po pesantelli a livello di ascolto sopratutto give them rope...la loro roba ce l'ho pure in vinile...

DIFFORME ha detto...

pestare pestano ma a guardarli sembrano impiegati del catasto di Roccaraso...

MA! ha detto...

Anche secondo me OX è quello che scorre meglio.

Caro Difforme, la foto l'ho messa apposta. Meglio impiegati che poser, tanto per far capire che qua di spettacolo non c'è nulla. Tutta sostanza, i pagliacci li si lascia fare agli altri.

Officina Infernale ha detto...

i coalesce come i converge hanno mantenuto l'attitudine HC degli anni 90, proveniendo proprio da quel periodo...dal 2000 in poi e' tutt'altra storia...diciamo dall'avvento di myspace il poserismo e' dilagato...

DIFFORME ha detto...

non sono affatto d'accordo, anzi forse mi sono spiegato male, l'estetica è parte integrante del mito metal o HC, ma non parlo certo di poser, voglio dire se fai musica brutale devi "essere" brutale, che degli impiegati ne trovo quanti ne voglio (specie tra i fumettari), e non venitemi a dire proprio voi (designer ed appassionati/esperti di arti visive) che è la sostanza che conta!

MA! ha detto...

Il fatto è che i Coalesce fanno parte di una branca musicale che "richiede" la totale mancanza di carisma o costruzione del personaggio. Prendi gli Isis: sono superfamosi ma gireranno due foto in tutto. I vari Botch, Dead Guy, Kiss It Goodbay non ho la minima idea di che faccia abbiano. E' un aspetto che si ripercuote anche sugli artwork dei dischi: sempre più astratti e indecifrabili. Una risposta al poserismo?

Officina Infernale ha detto...

piu' che risposta al poserismo e' l'atteggiamento di un certo tipo di hardcore nato secondo me dalla dischord negli 80, proseguito negli anni 90 con l'ebullition poi propagatosi anche con altre bands tipo quelle dell'hydrahead records o in un certo ambito DIY, un concetto di non immagine nato dall'idea di chi suona sia uguale a chi li ascolti...poi tatuaggi, acconciature, smalto etc. e' venuto fuori dopo, l'mmagine da duri etc va bene nell'ambito metal oppure in un cero tipo di HC tipo hatebreed terror ringworm, madball etc...

MA! ha detto...

Si vede che il Moz ne sa a pacchi

DIFFORME ha detto...

nerdcore :D

Officina Infernale ha detto...

supernerd HC!

Leonardo ha detto...

Quoto in pieno officina infernale. Probabilmente ci si conosce anche di vista.:)
Myspace ha aiutato incredibilmente la diffusione delle contaminazioni hc e le band a farsi un nome. Purtroppo ha portato anche tanta lacca e smalto dove finalmente si iniziava a farne a meno.

Restando in tema sono sempre stato un fan degli Zao, seghe mentali a base di gesù a parte.

xleonx