lunedì 19 gennaio 2009

Jonah Martini di Crippa & Buscaglia (ReNoir/2008): l'Italia dei miracoli




Jonah Martini non potrebbe che essere un fumetto italiano. Senza urli, senza eccessi, che sfrutta a pieno il bagaglio culturale della provincia. Un’opera che procede con ritmi pacati, sfugge al sensazionalismo e punge i nervi scoperti di chiunque si senta appartenente a quella fetta d’Italia lontana dai grandi centri metropolitani.



Alex Crippa maneggia la materia religiosa in maniera magistrale, sfuggendo a tutti i rischi del caso. Nessuna cospirazione, nessuna mafia vaticana, nessun segreto millenario. Solo piccole storie di piccole persone. Lo scrittore dimostra come non si debba guardare lontano per trovare misteri, leggende e folklore esoterico. Se si volesse tratteggiare un parallelismo cinematografico si dovrebbe pensare a una variante meno feroce e più romantica del “Non si sevizia un paperino“ fulciano. Mentre nel thriller settantiano il vero protagonista era un meridione periferico e allo sbando, fermo a un’epoca passata rispetto al resto d’Italia, la storia narrata da Crippa e Buscaglia si svolge in un settentrione (anche se il vero paese di Montelago è Umbro) brumoso e impregnato dall’umidità dei boschi. Anche l’ambientazione storica ben precisa gioca il suo ruolo fondamentale nella costruzione della vicenda. Il fascismo come sintomo di una catastrofe imminente, simbolo di una chiusura e di una miopia che ci portarono vicino al tracollo.



Non ho idea di come tutto questo possa essere stato recepito all’estero, ma Jonah Martini è un fumetto che ci parla della sostanza di cui è fatta l’Italia. Senza luoghi comuni o pericolose cessioni a quello che i lettori vorrebbero sentirsi dire.



La narrazione rispecchia a pieno questa scelta. La tavola si frammenta in modo deciso, rallentando il ritmo e favorendo un’andatura riflessiva. I personaggi sono prolissi come mai potrebbero essere le loro controparti anglofone, le vignette si riempiono dei loro pensieri. Le splash page sono quasi bandite, mentre il particolare certosino sbalza dalla lista delle priorità la sensazione forte a ogni costo. Disegni di una classe infinita e colorazione che ti immerge da subito in un’epoca passata completano un quadro senza crepe apparenti.



Jonah Martini rimane un’opera di genere, ma l’amarezza che la permea gli dona una profondità indispensabile per saldarla in maniera indissolubile al nostro immaginario. Curioso constatare come, nonostante i vari nomignoli appioppati al nostro staterello, difficilmente le nostre storie prevedano un lieto fine. Qualcosa vorrà pur dire.

8 commenti:

Giangidoe ha detto...

Non avevo molti dubbi sulla bontà di questa opera, che personalmente attendevo da quando ne ho sentito parlare la prima volta.
E come al solito, una recensione professionale ed accurata. ;)

Greg ha detto...

...sto finendo i soldi...

MA! ha detto...

Investite, investite. Non ve ne pentite del sicuro. I due signori Crippa e Buscaglia hanno fatto un gran lavoro.

perissi ha detto...

Sposo in pieno la recensione!

alex crippa ha detto...

ancora una volta, commosso, ringrazio. in imbarazzante ritardo, ma tant'è.

hai colto nel segno. sono nato e cresciuto in queste realtà, le conosco. la religione cattolica, e il concetto di Fede in generale, sono materia prima per le mie storie.

PS ah, ma Montelago esiste davvero in Umbria? volevo censurare il nome di Orta San Giulio, che è il paese dove è ambientata la storia...

MA! ha detto...

Sappi che come recensione non è che mi soddisfi molto, l'ho scritta in un periodo in cui ero molto impegnato e non la ritengo del tutto funzionale al tuo lavoro. Però volevo pubblicarla il più presto possibile, già la distribuzione ha combinato dei grossi pasticci e volevo dare la massima esposizione possibile (per le mie possibilità) al lavoro tuo e di Buscaglia. Dopotutto il ferro va battuto finchè è caldo. Comunque, felicissimo che ti sia piaciuta. Spero di aver convinto qualcuno a lasciare sullo scaffale qualche volume fuffa made in Panini/Planeta a favore di una proposta che fa onore al fumetto italiano. La considererei una bella soddisfazione e un modo per sdebitarti con te per le tue storie.

alex crippa ha detto...

invece l'ho trovata molto azzeccata, molto puntuale.
a ri-grazie.

appena riusciamo a organizzare un incontro a BG te lo dico.

MA! ha detto...

Quando vuoi. Magari al tuo prossimo corso di sceneggiatura!