mercoledì 5 novembre 2008

The Passenger 1: diario di bordo (Passenger Press/2008)

Se dovessi indicare la pubblicazione più “di pancia” dell’attuale panorama fumettistico italiano la scelta cadrebbe senza ombra di dubbio su questo The Passenger. Nato dall’idea di narrare per vignette progetti dimenticati nei cassetti di registi provenienti da ogni parte del globo, The Passenger si presenta come un’esperienza a metà tra il flusso di coscienza e la pagina di diario. A tratti quasi infantile (nel senso più buono possibile) nel suo essere naif, a tratti astratto e ostico come la più elitaria delle pubblicazioni, il primo numero di questo antologico alza ulteriormente il tiro rispetto all’uscita zero, lasciandosi definitivamente alle spalle i territori del già visto. Senza sovrastrutture, senza piani commerciali o studi su quello che potrebbe vendere di più. The Passenger sembra fatto per essere letto unicamente da chi lo produce, tanto il senso di intimità che ci si respira è forte. Eppure le storie presentate sono tante, così come le rubriche o le illustrazioni, e il cast dietro a tutto questo è tanto numeroso quanto cosmopolita.



Tra le pagine di questa uscita troverete parentesi di sogno e storie di vita vissuta, magnifici scarabocchi ed eccessi di minimalismo, giochi di società e viaggi incredibili (anche solo per prendere il bus!). Tutto imbevuto di un’empatia e di una sincerità che rendono ciechi, che costringono chi ha preso parte a quest’impresa (anche) a esagerare nell’interiorizzazione, inducendo quindi nell’errore di non prendere in considerazione chi fruirà di tutto questo. Eppure era proprio Truffaut a indicare come i film più importanti nella filmografia di un regista fossero proprio quelli incompresi dai più, troppo di pancia e visceralmente sentiti dal proprio autore per essere perfetti. Li chiamava “i grandi film sbagliati”, e penso che l’aggettivo grandi non fosse messo a caso.


Neppure se si parla del passeggero.


Cura formale della confezione a livelli di libro di design, riuscendo a rendere un prodotto senza neppure una pagina bianca etereo e leggero come il taccuino di viaggio di un sognatore.

4 commenti:

The Passenger ha detto...

Carissimo, ho le lacrime agli occhi....sei davvero bravo scrivere e non dovresti farlo solo per hobby! Con il tuo permesso voglio riportare la recensione, non appena avrò qualche commento in più sull'ultimo post metterò le recensioni! Sei un grande e condivido tutto quello che hai scritto!

MA! ha detto...

Quest'anno a Lucca ho fatto incetta di produzioni italiane. E' scandaloso che con una produzione di un livello simile la maggior parte della gente si perda ancora a vestirsi da pagliaccio, a comprare l'ennesimo manga fotocopia o il mega evento rivoluzionario a stelle e strisce. Passenger è una pubblicazione stupenda, forse difficile e non immediata, ma senza dubbio affascinante. Merita tutta l'attenzione possibile. Della rece fanne quello che vuoi, sono solo contento di poterti essere utile!

The Passenger ha detto...

Grazie Marco, mi pare che hai preso anche il libro di Saverio....non vedo l'ora di leggere che ne pensi! Wow! Grazie de corazon per il tuo mega-sostegno!

MA! ha detto...

Sì, ho preso pure il libro di Saverio (un uomo, un idolo). Appena lo leggo ci scrivo un articoletto.