martedì 4 novembre 2008

Femdom di Giorgio Santucci: il corpo al potere (Coniglio Editore/2008)

Santucci avrebbe dovuto dare alle stampe Femdom senza i testi. Perché nella sua arte c’è già tutta la narrazione necessaria, con il fumetto che torna a essere comunicazione visiva pura. Il tratto dell’autore è violento, nervoso, ipercinetico. La ricerca di una poetica contenutistica personale si diluisce nella forza del linguaggio, facendo passare femmine dominatrici e citazioni Meyeriane in secondo piano rispetto al movimento e al ritmo, magnificamente fini a se stessi. Santucci dovrebbe abbandonare del tutto il contenuto per dedicarsi completamente alla forma, descrivere incessanti sequenze marziali o rocambolesche fughe da chissà quale incubo.



Il paragone più immediato è quello con i grandi maestri dell’action cinematografico di Hong Kong, da King Hu fino a Ching Siu Tung. Si prenda il capolavoro The Valiant Ones, un film nullo dal punto di vista narrativo, ma capace di ridefinire in maniera irreversibile il linguaggio del movimento e del corpo nel cinema. Oppure il punto di non ritorno The Blade (di Tsui Hark), con i suoi combattimenti al limite del subliminale. L’azione si fa vorticosa, le inquadrature e i movimenti di macchina narrano più di mille dialoghi verbosi, il cinema basso si fa avanguardia.



Allo stesso modo Santucci impressiona maggiormente nelle sequenze più concitate (vedi l’inseguimento, magistrale, o il combattimento contro il colosso) mentre tende ad appiattirsi nelle sezioni più di genere. Verrebbe da dire meno Rob Zombie e più Liu Chia-Liang. La costruzione delle tavole è perfetta, lo sguardo si muove alla velocità di ciò che si sta narrando. Non esiste tempo di decodifica. Si smette di pensare e si inizia a percepire, esattamente lo stesso spirito che il Maestro Hark infonde nelle sue produzioni da trent’anni a questa parte. Lo spettatore non si chiede cosa stia succedendo, ma lo vive direttamente. Le pagine action di Santucci sono fatte per essere sfogliate in una manciata di secondi, esattamente perché quella è la velocità dell’azione. Le tavole sono scevre da orpelli o fondi ridondanti, la luce descrive muscoli tesi allo spasimo e corpi in balia della forza cinetica. Interessante come l’uso della splash page si ponga all’antitesi di quello fatto da un altro grande del fumetto italiano, Alberto Ponticelli. In entrambi i casi l’uso di questa tecnica è perfetto, ma in un caso è sfruttato per accelerare il ritmo (Santucci) mentre nell’altro si ha una sensazione di sospensione del tempo.



Una prova di forza notevole, una dimostrazione delle potenzialità del linguaggio fumetto, l’ennesima conferma per uno dei più talentuosi disegnatori italiani. E ora aspettiamo Gangs, in copia con il prode Crippa.

13 commenti:

DIFFORME ha detto...

intanto grazie!

sintetizzando potrei dire di avere un approccio al fumetto opposto a quello di un igort, in cui il disegno è in funzione del testo e del racconto, io al contrario creo il racconto in funzione del disegno,
in quest'ottica i testi servono soprattutto a rafforzare quanto già espresso dalle immagini, magari con l'utilizzo di battute d'impatto,

unico appunto: penso di avere uno stile, un tratto e un "occhio" che mi consenta di rendere efficaci sia le seguenze action che quelle più "statiche", insomma di poter valere sia come tsui hark che come rob zombie :D

grazie ancora

MA! ha detto...

Grazie a te per il commento. Nessuno mette in dubbio che tu sia un gallo anche nelle sequenze statiche, ma il confronto con quelle più dinamiche è comunque impietoso. Non è che sei meno bravo in una cosa, è che sei più bravo nell'altra!

alex crippa ha detto...

MA, hai detto una cosa interessantissima che condivido in pieno: "lo sguardo si muove alla velocità di ciò che si sta guardando". stessa impressionante impressione che ho avuto io quando ho letteralmente divorato FemDom sabato sera a Lucca chiuso in un convento (è lunga da spiegare).
condivido in parte anche la "critica" ai dialoghi: le immagini parlano da sole. in parte perchè già eliminare i baloon (i testi sono direttamente inseriti nel disegno) è una forte dichiarazione d'intenti...o no, Giorgio?!

insomma, son contento di aver arruolato il Difforme per una delle mie prossime uscite!

PS: MA, hai messo il mio nome tra i tuoi "libri" preferiti nel tuo profilo blogger, me ne accorgo ora...eri sobrio quando l'hai fatto??

DIFFORME ha detto...

ma!:
posso dire una cosa fuori dai denti? in realtà quasi nessun autore/disegnatore che io abbia letto, e ne ho letti, sa davvero immaginare/disegnare una sequenza action coi controcazzi, anche i manga spesso nascondono una regia non eccelsa dietro un sacco di linee di velocità,
detto questo amo particolarmente alcune sequenze "statiche" di FEMDOM, per costruzione e impatto, ma i gusti (e le rece) non si discutono,
bella!

alex:
faccio spesso il parallelismo tra le mie storie e i pezzi metal, io son cresciuto con quella musica e pur non capendo una mazza delle parole la loro potenza mi giungeva inalterata, anzi forse proprio per questo amplificata,
è musica potente e veloce come un proiettile, senza soste o esitazioni, esattamente lo stesso approccio che ho nel realizzare le mie cose.

a proposito tu se dovessi fare un parallelismo fumetto/musica che tipo di musica faresti?

alex crippa ha detto...

diff: la musica accompagna sempre ogni mio lavoro, e cambia proprio in base al genere.
anch'io son cresicuto a riff dstorti e doppia cassa...e penso che il tuo attuale stile grafico sia quanto di più vicino allo stile dei Pantera, in un paragone disegno-musica.

posso dirti che per la sceneggiatura di Gangs la colonna sonora è stata quel sottile ma fortissimo fil rouge che parte dai Clash e arriva fino a Frankie Hi-nrg, passando per RageAgainstTheMachine e Skunk Anansie: rabbia, potenza, denuncia. e una bella colata di pessimismo (sai a cosa mi riferisco).

grazie MA per lo spazio!

MA! ha detto...

Caro Giorgio, posso dire una cosa io fuori dai denti? Io di autori che davvero capaci di immaginare/disegnare una sequenza action coi controcazzi ne conosco uno: sei tu. E il succo della recensione era quello, mi spiace molto che tu non l'abbia capito. Noterai che i registi che ho citato non sono gli ultimi arrivati, e se ti dico che potresti trarre ispirazione da loro sappi che è un bel complimento. Guardati Duel to the Death di Siu-Tung Ching. Quel film è avanguardia pura, e io non consiglio all'ultimo degli stronzi di trarre ispirazione dall'avanguardia. Perchè l'ultimo degli stronzi non avrebbe ne la testa nella tecnica anche solo di analizzare certi processi. Detto questo anche io faccio la mia sparata musicale: Municipal Waste o Send More Paramedics. Thrashcore al potere!

Per Alex: mai stato più lucido (e detto da uno con le mie abitudini non è poco!).

Ultima nota: gusti e recensioni sono fatti per essere discussi. Altrimenti chiudiamoci nella nostra campana di vetro e passiamo il tempo masturbandoci.

DIFFORME ha detto...

caro ma! hai ragione, rileggendo mi rendo conto di non essermi spiegato affatto bene, riprovo:
essere paragonato a dei mostri sacri dell'action orientale, ergo i migliori, mi riempie di orgoglio, so benissimo anch'io che vale 100 volte più come Autore/Artista (con la A maiuscola) uno tsui hark del 99% degli "autori/artisti" che si professano tali, e di questo, ripeto, ti ringrazio,
per il resto sono un fottuto orgoglioso e se non condivido una critica tendo a reagire (al contrario quando la critica è per me fondata abbozzo e ci lavoro sopra)
yeah!

perissi ha detto...

xDifforme: ora mi darai ancora di più del reazionario primitivista, ma io una listarella di disegnatori che sanno fare action coi controcazzi(o l'hanno saputo fare, visto che alcuni sono da un po' nell'aldilà) ce l'avrei.
Anche italiani, tipo: Leomacs(che è ancora tra noi), Gino D'antonio(che purtroppo non c'è più), il mio buon amico Paolo Ongaro(tra i migliori in questo senso in casa Bonelli), senza contare un pacco di americani vivi e morti.
Ciò non toglie che tu sia comunque bravissimo.

perissi ha detto...

p.s: Ah, grave dimenticanza, e Ponticelli dove lo metti? Hai presente "Come un cane"?

MA! ha detto...

Ponticelli non da senso di movimento, lo congela sapientemente. Tipo un Kinji Fukasaku del fumetto.

perissi ha detto...

Guarda... io non sono d'accordo, soprattutto se riferito al Ponticelli di "Come un cane", ma va bene così, almeno non hai controbattutto sugli altri.

MA! ha detto...

Guarda che mica ho detto una cosa brutta sul Ponticelli, anzi! Le sue tavole action mi ricordano quelle foto sportive dove il tempo è congelato, eppure la tensione è alle stelle. Mi ricordo di aver visto una sua tavola (non mi ricordo su quale fumetto fosse) in cui una macchina si stava ribaltando ed era immortalata a mezz'aria. Magnifica, si avvertiva la velocità, la tensione, la catastrofe imminente. Eppure tutto era immobile. Grandioso, ho dovuto raccogliere la mascella da terra.

perissi ha detto...

Tranquillo, non avevo pensato male.
E ora ho capito meglio quello che volevi dire.