domenica 15 agosto 2010

Te lo do io il nyotaimori: Hiromi Ozaki e l'arte di servire il sushi




Nyotaimori è il termine usato per indicare l'abitudine di servire il sushi direttamente sul corpo di ragazze nude. Probabilmente a Hiromi Ozaki questa cosa non deve mai essere stata simpatica, tanto da inventare Sushiborg Yukari. Tale creazione non è null'altro che una ragazza artificiale la cui unica missione è quella di accontentare la clientela maschile del ristorante dove presta servizio. Peccato che la nostra Yukari sviluppi piano a piano una propria volontà, tanto forte da spingerla a massacrare senza pietà i suoi avventori tramite la sua micidiale sushi belt.



La solita follia da V-cinema? No, l'ultima performance di un'artista già nota per altre sue trovate come la
Menstruation Machine o il Crowbot Jenny. Aldilà del valore dell'opera di Hiromi Ozaki, praticamente una Mariko Mori senza i miliardi, quello che rimane impresso è ancora una volta come la cultura giapponese permetta la completa fusione tra linguaggio popolare e suggestioni da galleria d'arte d'avanguardia, senza dimenticare una localizzazione fortissima.




4 commenti:

Faust VIII ha detto...

Geniale! Un capovolgimento dell'estetica del "kawaii!", estetica con la quale i giapponesi vendono ogni cosa, unito al rifiuto della visione maschilista della donna-oggetto. Quest'artista è interessante...

E sembra anche che voglia dire "Nameru ja nai yo" (Don't mess with me!) :D

秋協盛協盛昀 ha detto...

Subtlety is better than force. ......................................................................

MA! ha detto...

Grazie mille! Ogni volta che parlo di cultura giapponese arrivi e mi spieghi qualcosa di nuovo. Tra l'altro tutte cose strautili a comprendere meglio l'argomento in questione. Grazie mille, davvero.

Faust VIII ha detto...

Figurati, è un piacere! Anzi, sono io che ringrazio te: con tutte le segnalazioni di opere e materiali interessanti che ci dai (tra l'altro, dovrei davvero recuperare qualcosa di Johnnie To, visto che ne parli sempre benissimo), mi sembra il minimo partecipare alla discussione quando verte su una passione comune, no?