mercoledì 25 agosto 2010

Are You Ready (For Some Darkness): Grief 2 di Andrea Mozzato




Grief è un po’ Ichi e un po’ Maxx. Un killer spietato (manovrato da un cinico suggeritore) abitante di un mondo tutto suo, dove il confine tra reale e allucinazione sfuma tra le pieghe della patologia mentale. Le sue vittime preferite sono feccia della peggior specie, non troppo dissimile da lui stesso. Il campo di battaglia un dedalo di vicoli lerci e suggestioni suburbane, autentico microcosmo dove il Nostro si muove come un Re. E la famiglia? Impegnata a gestire un ristorante frequentato da anime corrotte (e per anime si intende proprio anime, quelle dei morti).



Questa una descrizione sommaria di quanto troverete tra le pagine del secondo, e conclusivo, volume del Grief di Officina Infernale. Proprio come la sceneggiatura anche la parte grafica gioca con continui sbalzi (anche d'umore), sovraccaricando le tavole e spingendole verso una funzione suggestiva più che narrativa. Il mondo visto dagli occhi del protagonista assume la forma di un girone dantesco, soffocato da tratti spigolosi e neri claustrofobici.



Esempio perfetto di fumetto con i piedi ben piantati nell’underground più melmoso e mefitico, Grief rappresenta una sorta di ponte tra le suggestioni da comics anni ’90 e le fanzine più estreme. Partendo dal classico spunto del personaggio in bilico (uno dei punti fissi del decennio Image) Andrea Mozzato sviluppa una poetica personale, attingendo da una serie di mondi agli antipodi dal mainstream e allargando lo spettro di influenze alla grafica più aggressiva. Come si è già detto le 48 pagine del volume sono più indirizzate a costruire un’atmosfera piuttosto che a seguire pedissequamente la narrazione.



Il formato da comicbook ha quasi il sapore della parodia, andando a unire il più commerciale degli spunti con la cura artigianale prestata al packaging. La tiratura limitatissima di Grief 2 arriva infatti con sketch originale e confezione rifinita a mano dallo stesso autore, rendendo ogni volume un pezzo unico. Il modello di produzione industriale viene irriso, l’autore torna a essere figura centrale. Una volta lo si sarebbe definito demiurgo, oggi meglio considerarlo elemento fondamentale di ogni passaggio della filiera produttiva.

4 commenti:

Officina Infernale ha detto...

Muchas Gracias!!!!

Greg ha detto...

suvvia, ditemi dove e quando lo posso trovare, assieme al n°1 of course

grazie

Torakiki ha detto...

Se è per questo io li vorrei tutti, i fumetti recensiti qua ^^

MA! ha detto...

@Officina: di che cosa? Quando ci vuole, ci vuole!
@Greg: sul blog di officina trovi tutto.
@Torakiki: yeah! Ben tornato.