martedì 12 ottobre 2010

Di amore e gommapiuma: Best Worst Movie di Michael Stephenson (US/2009)




Il senso di Best Worst Movie sta tutto in quella sequenza di pochi istanti in cui, dopo essere apparso come un pomposo rompicazzo per tre quarti del documentario, Claudio Fragasso si lascia andare, al limite delle lacrime, nel vedere per la prima volta le pizze originali di Troll 2. Voce tremante, disinteresse totale per la camera, frasi smangiate dal momento. E allora gli perdoni tutto. Un passaggio fondamentale per un lavoro che vuole essere un omaggio tenero, sentito, a tratti duro di un modo di fare e intendere il cinema ormai estinto. Un affondo spietato a tutta l’ironia postmoderna, ai cult costruiti a tavolino e al trashismo forzato che tanto paiono spopolare in questi anni.



A raccontarlo è Michael Stephenson, protagonista bambino della pellicola originale, intenzionato a capire e a testimoniare il culto generato nel corso degli anni attorno a questo oggetto cinematografico non identificato. Dall’oblio del mercato STV alle proiezioni tutto esaurito nei cinema di mezzi US. Dalla vergogna agli autografi. Per una volta è meraviglioso dimenticarsi di tutte le sovrastrutture per godersi l’immagine di una sala cinematografica piena di nerd persi tra le nefandezze del loro scult personale. Quello che il regista ci trasmette è vero affetto, amore sconfinato per quell’ingenuità che ha sostenuto intere industrie cinematografiche per anni. Un po’ come una versione ambientata nel mondo reale di quanto succede in Be Kind Rewind di Gondry. Se il filmaccio scalcinato realizzato con 15 euro mi diverte, mi colpisce, mi traccia un ricordo maggiore del blockbuster da 200 milioni di dollari, perché devo ostinatamente considerare migliore il secondo? Magari sarà fatto meglio, ma non è la perfezione a fare da mattone nella mia immaginazione. In Best Worst Movie si percepisce autentica empatia tra il cast di Troll 2 e il loro pubblico. Topi da videoteca (tra l’altro nel film compare il negozio dei miei sogni, con tanto di sezione Holy Fucking Shit! per i capisaldi del cinema bizzarro) pronti a farsi ore di fila per vedersi sul grande schermo costumi posticci e zampilli di sangue. Nessuno si azzarda ad additare il mostro di gomma per urlare al mondo quanto sia fatto male. Se il critico snob si sollazza osservando le scimmie in gabbia, l’aficionado del cosiddetto b-movie non vede la differenza tra dentro e fuori le sbarre. Così scompaiono gommapiuma e cartapesta, lasciando spazio a mondi lontani e creature fantastiche. Ed è l’onestà a funzionare da perfetto enzima per questa prodigiosa sospensione dell’incredibilità.



Genuino è forse la parola che più si sente nel corso dei 90 minuti di questo Best Worst Movie. Ripensando a tante ore passate tra zombie, arti strappati, mostri radioattivi e astronavi da un futuro lontano non potrebbe essere altrimenti. Il grande Aristide Massaccesi era solito ripetere « Quello che noi abbiamo sempre cercato di fare è stato dare al pubblico quello che il pubblico voleva. Con passione ed entusiasmo. E senza un filo d'ipocrisia». La stessa cosa sarebbe da incidere a caldo sulla fronte di tanti rivalutatori dell’ultimo minuto, abbagliati dal solito pout pourri di banalità in salsa digitale. Ma come tornare ai fasti di un tempo? Semplicemente non si può. Sono gli stessi fan a dircelo. Certe cose succedono perché devono succedere, che sia l’esplosione di un filone cinematografico o la nascita di un culto attorno a un film di troll senza troll nella trama. E vedere George Hardy (protagonista di Troll 2) esercitare nel suo studio dentistico, ricordando con una risata la sua carriera lampo nel cinema, rimette al posto giusto tante cose.



Best Worst Movie Trailer from Best Worst Movie on Vimeo.


2 commenti:

Greg ha detto...

ascolta, non mi puoi commuovere con la recensione di questo film, cazzo. è sbagliato, è male.

MA! ha detto...

Allora evita il film perchè ti sciogli. Giuro, è puro e incondizionato amore per la serie B.