lunedì 25 gennaio 2010

Sentirsi minuscoli




Senza esagerare, è più o meno dal giorno dopo la chiusura dell’ultima Lucca Comics che io e Chris stiamo lavorando al prossimo Passenger. L’iter è molto semplice e prevede come primo step il prendere contatto con tutta una serie di registi con cui vorremmo lavorare (e di cui, conseguentemente, siamo fan). Tra i vari nomi buttati sulla carta si era deciso di includere anche James Gunn, Garth Jennings e Jonas Akerlund. Contattiamo i tre soggetti in questione e aspettiamo una risposta.



Tre registi di fama internazionale, pluripremiati e abituati a produzioni di dimensioni ben diverse rispetto alla Passenger Press.



Eppure riceviamo una risposta da tutti e tre, in tempi brevissimi. James e Jonas ci avvertono subito di non avere tempo, ma questo non li blocca dallo scambiare quattro chiacchiere e dal farci sapere cosa ne pensano dei nostri volumi. Garth è il più entusiasta. Ci dice che al momento è un po’ pieno, ma questa primavera cinque minuti per noi li trova del sicuro.



Settimana scorsa ricevo una sua mail dove SI SCUSA e chiede se PER FAVORE il suo contributo può slittare al numero dopo (2011).



Questo non è un intervento polemico sul fatto di aver incassato tre rifiuti. Regola vuole che non debba far sapere cosa sarebbe potuto essere. E' uno smacco troppo grosso di fronte ai lettori, si perde di credibilità e si passa per quelli rancorosi. Eppure io non voglio rimanere zitto. Ho contattato tre artisti di fama internazionale e questi mi hanno risposto subito, in toni più che colloquiali. Come se fossero ancora tre ragazzini in cerca della loro prima occasione. Non hanno cestinato la mia mail. L’hanno letta, mi hanno risposto, hanno atteso una mia risposta e così via. Gente corteggiata da major costruite sui milioni.



Mi sono sentito minuscolo e, una volta di più, ho capito perché la creatività italiana si sta incancrenendo.

8 commenti:

Alessio Valsecchi ha detto...

Grandissima esperienza, decisamente "rivelatrice".

Ricordatela quando la Passenger Press sfonderà e toccherà a te ricevere decine di proposte da "aspiranti" di ogni genere... ;-)

Un saluto,
Alessio

Mokujanji ha detto...

ti rispetto e ti comprendo.

Greg ha detto...

il co-director di tromeo and juliet DEVE scrivere per il passeggero!
non ci sono cazzi.
non potrà sfuggire al destino ineluttabile.

P.S. prox settimana mi trovo con l'organizzazione piacentina.

watanabe ha detto...

Capisco quello dici però permettimi una cosa:

Ma com'è che questi qui 3 sono cosi importanti???

Non penso di essere ignorante in materia.. ma è il minimo che ti abbiano risposto.
Mi sembrate persone serie e con grandi idee in testa. Quindi sarebbe stato scandaloso il contrario.

Ti posso assicurare, che sembra strano, ma ti rispondo registi e attori mooooooolto più famosi e mitici.
Non sentirti piccolo. Sei un grande!!

scusa l'intromissione. Un po' mi ci sono ritrovato in quello che hai scritto.

PS: si può sapere in cosa consisteva il progetto?

andrea

MA! ha detto...

Avete tutti ragione, soprattutto che chi dice che grandi si diventa per un perchè. L'esperienza non è nuova, ho provato le stesse sensazioni quando per il numero precedente Bruce La Bruce ci inviò una sceneggiatura inedita di 60 pagine e Pang Ho Chung ci chiese come pagamento 2 copie del volume (ricordo che Pang in Oriente è tipo un campione d'incassi), sempre se non era di troppo disturbo. Campioni d'umanità, pochi cazzi. E appena il volume prende forma ho altre storielle da raccontarvi (ma solo a gattaccio concluso).

@Greg: grazie mille! Se scendiamo come omaggio ti porto il Barone, che adesso è in Francia con Christian a sbracciarsi dietro lo stand Passenger.

@Alessio: Certo che me ne ricorderò! Un supersaluto anche a te.

RRobe ha detto...

perplessità: aldilà che sarebbe meglio se anche i "grandissimi" fossero disponibili e gentili (impicci permettendo)... non è che hai una visione un pelo mitizzata dei nomi che ti piacciono?
Kill your idols.

MA! ha detto...

Visione mitizzata... non direi. James Gunn è uno che è partito dalla Troma per finire a firmare sceneggiature milionarie. E poi ha sfruttato tutto questo potere per rimettersi a fare i film che più gli piacciono (Slither).
Jonas Akerlund era il batterista dei Bathory e ora è uno dei registi di vieoclip più quotati sulla piazza (basti quello che ha fatto con i Prodigy e con i Rammstein).
Garth invece merita il rispetto di tutti anche solo per la sua continua ricerca del low budget nonstante abbia avuto a disposizione milioni di sterline. Vi pare poco?
E poi vi ricordo che siamo abituati al sistema Italia, dove se uno firma una paginetta sul bollettino parrochiale si sente già una celebrità. Con tutto quello che ne consegue. E poi io mi affeziono a chi crea qualcosa di veramente figo, segue
ndo una sua via ben definita. Anche perchè solitamente è gente che segue un regime molto attento all'understatement, altra cosa che gradisco molto.

The Passenger ha detto...

La cara scimmia ha sempre ragione! Noi non mitizziamo nessuno, semplicemente riconosciamo i loro meriti indie-pendentemente dal loro si o diniego alla partecipazione. Inoltre anche se qualcuno di voi non li conosce sappiate che chiunque è disponibile a partecipare ai nostri progetti o ci degna di un minimo di attenzione e di rispetto ha la nostra stima incondizionata. Ricordate Roman Polanski.