domenica 31 agosto 2008

303 di Garth Ennis e Jacen Burrows

Il buon Garth Ennis non riesce proprio a stare lontano dalle storie di guerra. Tanto più quando queste si contaminano con il western/poliziesco di frontiera. Una scelta scomoda, soprattutto in tempi di correttezza politica come quelli che stiamo vivendo. Eppure le sue storie riescono a essere trasversali, apolidi e apolitiche. Forse perché i veri protagonisti di queste storie non sono eroi, ma semplicemente uomini traditi.



Esiste una terza via tra retorica e l’exploitation da men-on-a-misson (il filone in cui inscrivere le varie sporche dozzine e bastardi senza gloria), un modo di raccontare il conflitto che si ricollega a un capolavoro come La Croce di Ferro di Sam Peckinpah, non a caso uno dei vati ispiratori del Nostro irlandese. Una guerra fatta da uomini che sparano contro altri uomini, mentre le istituzioni se ne stanno ben sicure nei loro palazzi governativi. Un percorso incominciato con Unknown Soldier e continuato sulle pagine di Hitman, fino alle Storie di Guerra. Soldati di carne e ossa e non pedine di piombo da spostare su di un tabellone. Pivelli e veterani tutti traditi nello stesso modo, tutte vittime di un meccanismo burocratico e politichese che fa dei valori un bonus da propaganda populista. Fino a quando non arriva un granello di sabbia a ingrippare tutto il sistema.



Un veterano dell’armata rossa. Una disastrosa missione in Afghanistan. La spaventosa macchina bellica statunitense. Un unico modo per pareggiare i conti.



Garth Ennis lega una volta di più la sua narrazione alla convenzioni cinematografiche, esagerando però con la narrazione off. Le tavole di Jacen Burrows hanno il misterioso dono di passare da perfette a dozzinali (e viceversa) nell’arco di un pugno di pagine, mantenendo comunque una media più che soddisfacente. In ogni caso un ottimo story telling, che si incastra in maniera esemplare con la sceneggiatura. Soddisfacente anche il ritmo della vicenda, alternato tra lunghe pause riflessive e ellissi comprensibili (oltre che funzionali alla narrazione).



Non un capolavoro, ma comunque grandissimo fumetto. Politico, profondo, splatter e spietato. Garth Ennis quando non vuole farci ridere.


sabato 30 agosto 2008

La migliore sparatoria di sempre?





Probabilmente no, ma non posso fare a meno di vedermela una volta a settimana! Dal misconosciuto Dragon Family di Lau Kar Wing (HK/1988). Coreografie del leggendario Liu Chia Liang. Qui una bella recensione.

venerdì 29 agosto 2008

[pubblicità creativa] Il calcio? Uno sport da checche!

Geniale campagna stampa per uno sport gay bar dalla Republica Ceca. A dimostrazione che certi tabù ormai resistono solo in Italia.

giovedì 28 agosto 2008

The Psyke Project - Apnea (Lifeforce Records/2008)

Una recensione di cui vado piuttosto orgoglioso per un gruppo estremo come pochi. Manca veramente pochissimo ai The Psyke Project per diventare grandi. Trovate tutto qui.

mercoledì 27 agosto 2008

The March Of Seasons - My Winter (Graves Records/2008)

Mooolto fighetto questo The March Of Seasons, però l'album è una bomba. Architetture grandiose, dinamismo da treno merci in pieno deragliamento e un apporto tecnico di primissimo piano. Insomma, c'è vita oltre lo swedish death core. Qui la mia rece.

martedì 26 agosto 2008

Il corpo fluido e l'anima pop di Leeroy New



Leeroy New ha 22 anni e viene da Manila. Capace di unire il superflat di Takashi Murakami con le suggestioni da nuova carne tipiche di Croneneberg il Nostro può essere considerato come uno degli scultori emergenti più interessanti della nuova generazione. Se ne è accorta anche la Nike, che ha finito per commissionargli una reinterpretazione dell'omonima scultura. Il risultato, assieme a un excursus su tutti i suoi lavori, qui.

The Vigilantes: prime prove di artwork



Si avvicina il giorno in cui i fenomenali The Vigilantes (un gruppo messo in piedi assieme a due mie cari amici, pensando di unire Zeke, Celtic Frost e il culto di Charles Bronson ) si richiuderanno in studio per la registrazione del loro primo demo. Meglio cominciare con le prime prove di grafica per le tshirt. Non vorrei correre il richio di partire per il tour mondiale senza un appropriato merchandising!