Non tutti i film necessitano di un analisi seria e approfondita. Esistono masterpiece capaci di riportarci a quella dimensione tipicamente infantile legata a doppio filo con le classiche bustone da edicola. Pacchetti multicolor ravvivati da strilli fuori misura, oggetti invitanti e misteriosi. All’interno ci trovavi sempre qualcosa che non ti aspettavi, e anche se ogni ingrediente era completamente slegato dagli altri l’alchimia che si veniva a creare era qualcosa di inimitabile. Questa rubrica è ispirata proprio a quelle bustone, e a tutti quei film dove l’accumulo vale più della coerenza interna. Opere sgangherate, sottovalutate, ma ricche di un fascino che solo l’enumerazione dei singoli ingredienti può spiegare.
Nella bustona di oggi troverete:
Un banda di wookie cocainomani (se li potesse vedere il buon Chewbecca, che vergogna!)
Una regina malvagia in tanga borchiati e con una propensione inquietante alla zoofilia (e che tra l’altro pippa alla grandissima con gli wookie di prima).
Omosessualità latente (dopotutto si parla di culturisti che si aggirano in microslip di pelo).
Frattaglie (tante, e con una frequenza imbarazzante. Diciamo che il Fulci’s touch non si fa fatica a percepire).
Archi laser.
Messaggi ecologisti (e anche moraleggianti se si vede la fine che fanno gli wookies cocainomani).
Nebbia (che il fumo sia la scenografia più funzionale ed economica l’abbiamo capito tutti, ma una cosa così non li vedeva dai più scalcinati low budget HKonghesi degli anni 80).
Erotomani mutaforma.
Zombie (cosa dicevamo circa il Fulci’s touch?).
Sintetizzatori (a pioggia continua).
Mostri di ragnatela ripieni di fanghiglia.
Barbari vestiti come i compari Mad Max.
Mutandoni pelosi.
Nunchako di pietra (sic).
Cespugli-che-lanciano-frecce-avvelenate.
Bubboni.
Riti di magia nera palesemente improvvisato sul set.