giovedì 10 settembre 2009

Yan Wei per Levi's China


Piccola pausa dalle fiere per segnalarvi la nuova campagna stampa della Levi's (divisione Cina). Indovinate chi è la protagonista? Esatto, la nostra Yan Wei. Quella pazza di cui siamo stati i primi, a livello mondiale, a pubblicare un volume monografico. Mica male!



Piccolo OT: ho pure viso District 9. Ne parlerò più avanti, voi non azzardatevi a perdervelo.

domenica 6 settembre 2009

Pausa!

Puntuali come qualsiasi cosa possa risultare fastidioso anche per questa stagione sono arrivate le fiere. Siccome per le prossime due settimane sarò diviso tra Milano e Parigi dubito avrò molto tempo per scrivere. Ci si sente più avanti (ma non si sa mai).



Vista l'alta densità di poser che mi aspetta per le prossime due settimane (se riesco faccio una foto ai buyer più meritevoli di derisione, tanto per farvi capire i veri problemi del made in Italy) vi lascio con un video dei Black Tusk, che la parola poser non sanno neanche cosa significhi.



Videocracy di Erik Gandini: peccato che chi vuole sapere sappia già




La cosa più desolante di un prodotto come questo è la sua inutilità sul mercato italiano. Non perché Videocracy sia brutto o fazioso (anzi), ma per via del fatto che tutti quelli che lo andranno a vedere avranno già le idee chiare sul dominio televisivo nel nostro paese. E poi, ammettiamolo, non occorre essere geni per capire come il Presidente abbia passato gli ultimi 3 decenni a manipolare le menti degli italiani (che vogliono essere manipolati). Se il cosa dovrebbe essere di una chiarezza disarmante (a meno che: 1) non abbiate mai preso un aereo se non per chiudervi in qualche villaggio che puzza in modo insostenibile di nonluogo augeniano 2) non avete una connessione Internet 3) non avete mai letto un libro se non quelli compresi nell’esposizione del vostro supermercato) allora concentriamoci sul come.



Il bergamasco di Svezia Erik Gandini riesce a narrare di una realtà terribile alternando immagini di repertorio a grandi intuizioni di regia. Le inquadrature fisse sui protagonisti, con la loro voce fuoricampo a narrarne le storie, un uso intelligente del sonoro e un tono sempre sospeso tra più registri (si sconfina perfino nell’horror, passando per la commedia e il giornalismo più tradizionale) tengono alta l’attenzione. I due punti più alti degli 85 minuti risultano essere l’annichilente candore con cui Lele Mora mostra uno slide show a base di svastiche e croci uncinate dal suo cellulare (scena agghiacciante, intelligentemente mostrata in presa diretta e senza tagli dal regista) e l’amoralità di Corona, non a caso ripreso completamente nudo. Due volti del male assoluto, intramezzati da spot elettorali da subumano e dai sorrisi di un uomo che ha ridotto l’Italia (perché più della metà di noi gli ha lasciato campo libero) a suo bengodi personale.



Il solito documentario comunista su un grande imprenditore? Direi di no. Il fatto che la testimonianza degli orrori venga direttamente dalla bocca di chi li perpetra dovrebbe azzerare ogni forma di faziosità, così come la provenienza dei fondi con cui è stato girato (la Svezia, dove, almeno da questo punto di vista, la coda di paglia non hanno la minima idea di cosa sia). Se all’estero si faranno delle grasse risate vedendo come qualche milione di italiani sia ancora convinto che Silvio stia lavorando in buona fede, a noi non rimane che abbassare il capo e aspettare che il l’attuale classe politica si estingua (non manca molto, anche aspettando cause naturali). Tanto chi dovrebbe veramente vedere questo documentario sarà chiuso in multisala in pieno hinterland, indossando occhialetti per il 3d.

giovedì 3 settembre 2009

Ci sarà anche lui!

Quello basso, non quello vestito da ballerina! E per di più con una storia in Troma-continuity (tanto per fare i nerd a ogni costo).



Sogno di collaborare con Lloyd Kaufman da quando ho 15 anni, ovvero dal giorno in cui le mie dita da adolescente stonato strinsero quella mitica vhs targata Nocturno. Era una confezione doppia, dentro trovavano posto Il Vendicatore Tossico 1 e Tromeo & Juliet. Da quel pomeriggio ne è passato di tempo, ma senza quella scossa non avrei mai scoperto realtà come Bloodbuster e il circuito degli scambi (da dove arriva la mia passione per il cinema del far east). Provate a immaginare cosa significasse per me, nato e cresciuto nella profonda provincia, venire a contatto con un mondo così ENORME. Oltre il mio paesello c'era un oceano di cose da scoprire, tanto vasto che non ho ancora finito di esplorarlo. Sarò melodrammatico, ma pensare a Lloyd che risponde ai miei messaggi dal suo Blackberry mi emoziona non poco. Mi pare che si stia chiudendo un cerchio. Vedremo cosa prospetta il futuro.

mercoledì 2 settembre 2009

La Marvel avrà anche J.M.Straczynski e Joss Whedon...

...ma per il prossimo numero di The Passenger (fuori a Lucca) hanno scritto per noi:



Roman Polanski, che non vi spiego neanche chi è.



Bruce LaBruce, icona del cinema queer per eccellenza. Ha diretto questo.



Pang Ho Cheung, in due parole: il futuro del cinema di Hong Kong. 36 anni, già un paio di capolavori nel carniere. Fatevi un favore e ruperatevi Exodus.







Alle matite una schiera di fichissimi artisti indipendenti, oltre a contributi di maestri riconosciuti (tipo Edoardo Risso, vedi sopra).



E, vi assicuro, non è tutto. Seguite il tutto sul blog della Passenger Press (già che ci siete scaricatevi pure il P.A.L.E., adoratelo e ordinatelo).

martedì 1 settembre 2009

E' uscito il nuovo Cable e nessuno mi dice nulla!

Provvedo nei prossimi giorni, intanto beccateveli qui. Sludge rock come lo sanno fare in pochi.

Adbuster 85: Thought Control in Economics


Fuori il numero 85 del magazine indipendente Adbuster, simbolo del culture jamming. A differenza dei numeri precedenti questo si presenta come più compatto e coeso, andando a comporre un bel trattato sulle differenza tra l'economia neoclassica e quella sostenibile. Un'uscita che si presenta ricca fin dalla stupenda copertina di Ian Spriggs, passando per tutta una serie di trattati (ma anche toccanti esperienze di vita reale) offerti da economisti new school. A conti fatti il volumetto rappresenta una sorta di activist toolkit per cominciare a capire come dovrebbe girare il mondo. Completa il tutto la solita serie di contributi artistici e una bella galleria di campagne stampa sabotate.