Sul nuovissimo numero di Players trovate un mio articolo - sul nostalgico andante, siete avvertiti - incentrato sulla carriera del buon, vecchio Miike. Prendetelo come un approfondimento di quanto già detto in fase di recensione di Ace Attorney.
venerdì 21 dicembre 2012
giovedì 20 dicembre 2012
Hell Yeah!
Persi negli anni '90? Allora cliccate su Conversazioni sul Fumetto e subite un nuovo articoletto da parte del sottoscritto. Questa volta parliamo di Hell Yeah, nuova serie Image che non ho ancora capito se mi piace o meno.
mercoledì 12 dicembre 2012
Stare male: The Act of Killing
Se leggete questo blog da abbastanza tempo vi sarete già sorbiti almeno una o due tirate da parte del sottoscritto sul fatto che tutta la menata "demoni interiori - i veri mostri sono dentro di noi - altre banalità agghiaccianti sul livello" sia in realtà ascrivibile, senza tante remore, alla cerchia dei "problemi da primo mondo". Con questo non voglio asserire che le varie patologie della psiche siano un sciocchezza, anzi. Dico solo che se trovi la forza di atteggiarti da artista maledetto probabilmente tanto male non stai. E quindi tanti saluti a chi invece sta male veramente.
Terminata questa insostenibile predica da anziano passiamo alla segnalazione del giorno (rubata dal solito Matteo Bittanti e pubblicata anche su Wired. Poco importa, qui il punto è un altro), che conferma appieno la mia teoria (e sappiate che se dopo aver visto il trailer sopra e aver letto la spiegazione non state male allora i veri mostri siete voi ).
The Act of Killing è una sorta di enorme candid camera. Il regista Joshua Oppenheimer si è recato in Indonesia, ridente nazione nota per lo sterminio di un milione di comunisti, e una volta arrivato ha fatto credere agli aguzzini - oggi celebrati come eroi nazionali dai concittadini - di voler costruire attorno alle loro gesta un kolossal commisurato alla statura dei protagonisti. Da buoni subumani quali sono questi si fanno trascinare dall'entusiasmo - come se fosse normale incensare gente che ha compiuto centinaia di omicidi a mani nude - e non possono fare a meno di offrire tutta la loro consulenza per una migliore rappresentazione.
Adesso pensate all'ultima intervista in cui qualche fenomeno cercava di convincervi come dietro alla sua arte si nascondesse una lato oscuro, oppure all'ennesimo horror metaforico dove il mostro più terribile si nasconde nelle pieghe del conformismo (zzz... zzz...). Poi guardatevi il trailer qui sopra, dove aguzzini che hanno ucciso centinaia di migliaia (centinaia di migliaia) di donne e bambini ridono e vivono come se nulla fosse. E ditemi se non avevo ragione.
domenica 9 dicembre 2012
I REC U: il film che vorrete vedere a tutti i costi
La lavorazione di I REC U (aka il film che dimostrerà a tutti come anche in Italia si possano girare film paragonabili a quelli da invidiare alle produzioni estere - e non si parla di budget, quanto di inventiva e talento - aka la consacrazione definitiva di Federico Sfascia) pare sia ormai in dirittura di arrivo. Qui sopra trovate il trailer definitivo. Se dopo averlo visto non avete voglia di recuperare a ogni costo il film intero evidentemente vi meritate lo sconsolante deserto cinematografico nostrano (escluse webseries, dove invece - dai The Jackal in avanti - pare ci sia un sacco di roba fica. Guarda caso in un campo dove certi vecchiardi non sanno dove metterci le mani perché probabilmente manco sanno che esiste).
venerdì 7 dicembre 2012
Memory of a Broken Dimension
Il suo stesso creatore ha definito questo strano videogame come un simulatore d'interruzione trasmissione dati. Vissuta da dentro.
Che il risultato non sia esattamente la cosa più giocabile e divertente offerta dall'industria videoludica mi pare chiaro. Come è altrettanto lapalissiano però che sono pochissimi i titoli mainstream capaci di offrire una visione così potente, tanto da riuscire a scalfire canoni estetici ormai fuori tempo massimo.
Come ci si riesce? Fatevi un giro sul sito ufficiale di questo gioiello e ditemi dove avete visto qualcosa di così perfetto nel fondere forma e contenuto. Come si dice... di robe belle ne è pieno il mondo, ma di idee veramente importanti se ne vedono poche. La direzione artistica di Memory of a Broken Dimension è fra quelle.
mercoledì 5 dicembre 2012
Coprofagia portami via: 100% Shit di Officina Infernale
Buona parte di 100% Shit è dedicata e/o attinente al grindcore. Per chi non fosse avvezzo a tali sonorità: si sta parlando di uno dei risultati massimi della destrutturazione sonora. Strappo definitivo che avrebbe portato, nel corso degli anni, a una concezione della musica totalmente slegata dai parametri tradizionali. Definibile a grandi linee come una deriva selvaggia e fuori controllo del punk più metallizzato (e viceversa). In realtà si tratta di un genere che si è sempre distinto prima di tutto per la sua implacabile forza centripeta. Il grind è un buco nero costantemente impegnato a risucchiare tutta la lordura che gli gravita attorno. Non è sfumato o ricco di sfaccettature, carico di significati o portatore di chissà quali raffinate riflessioni. Si parla di pura e semplice rabbia espressa tramite schegge soniche di pochi secondi. Principali ingredienti: ritmiche caotiche, vocals subumane, distorsioni ben oltre l’accettabile. E l’assoluta incapacità di scendere a compromessi. Penso che in più di 25 anni di storia non sia mai uscito un disco di grind definibile come morbido o accessibile. Siamo sempre sullo stesso livello di demarcazione tra bianco e nero. Il grigio non è contemplato.
La raccolta di 20 anni di attività di Officina Infernale ne è la perfetta trasposizione su carta. Chi ci vorrà vedere metafore della nostra società o argute riflessioni sul nuovo ventennio televisivo ne rimarrà parecchio deluso. Se invece andate cercando un qualcosa paragonabile a una bomba tubo (artigianale, naturalmente) fatta detonare durante le audizioni di qualche reality show allora siete sulla strada giusta. Naturalmente ci vuole lo stomaco (e un palato di amianto) per apprezzare certe cose.
Invece di cercare una preview del volume, scaricatevi World Extermination degli Insect Warfare. Riuscite ad apprezzarne la tensione costante, il continuo sputare su tutto, il nichilismo rachitico, la reiterazione dell’aggressività, la totale mancanza di ragionevolezza e buon gusto? Allora amerete 100% Shit. Avete da ridire su uno qualsiasi di questi punti? Lasciate perdere. Seriamente.
Il volume è corposo, pieno di roba, incontenibile. Uno scrigno del male dove si passa dalle cover per gruppi power violence alla pornografia in bassa definizione. Poi ci sono i ferali attacchi all’immobilismo italico, ai fumetti, alla superficialità e al culto delle apparenze. Tutto passando prima di tutto da una costante demolizione dell’autore stesso di queste pagine, così irte di aculei verso il mondo esterno. Non si salva niente e nessuno, a partire proprio dal pulpito su cui un sacco di gente si sarebbe irta a sentenziare sul volgo.
Personalmente di tutte le derive stilistiche del Moz non riesco a farmi piacere nulla come adoro questo suo bianco e nero sporco e sgranato. Dentro ci vedo tonnellate di flyer per concerti da dieci persone, fanzine fotocopiate spedite da chissà quale parte d’Europa, copie in VHS di splatter giapponesi (spesso vendute proprio a quei concerti da dieci persone). Tutto quel putridume che prima dell’era Internet era autentica ribellione verso il mercato del premasticato. Ora un sacco di quella carica autarchica è andata persa, ma farci un giro di tanto in tanto non può fare che bene.
martedì 4 dicembre 2012
Non tutti gli avvocati si nutrono di carogne
Per lo meno non il protagonista di questo fumetto. Lui preferisce cacciare.
Comunque avete capito bene. Una serie che parla di una tigre avvocato. Nulla di più, nulla di meno. Finanziata su Indiegogo e disponibile per l'acquisto sul sito ufficiale. Non ho ancora avuto il coraggio di ordinare i primi due numeri perché prima devo capire se il tutto tende più alla cazzata galattica o al colpo di genio. Le storielle lette in coda a qualche uscita Image (una spintarella da poco, direi) lasciavano intendere una sorta di legal drama con personaggi alla Spillane (e una tigre protagonista, ricordiamolo). Il che potrebbe rendere il tutto estremamente umoristico senza il bisogno di essere una serie comica. Rimane il fatto che la cover del primo numero è un capolavoro. Ci facessero le t-shirt l'acquisto sarebbe obbligatorio.
Iscriviti a:
Post (Atom)





.jpg)