lunedì 5 luglio 2010

Frutti d'autunno...

Piccolo memorandum per le uscite cartacee del prossimo autunno.



21 settembre 2010



Partenza bomba con il monografico di Kaws fuori per la Rizzoli (Us). Forte di una serie di uscite incredibili (Takashi Murakami, Ryan McGinness, Supreme) la casa editrice statunitense promette di deliziarci ancora una volta con questo bel tomo dedicato allo street artist di NY. Un pezzo di contemporaneità, per capire come come le barriere tra i vari linguaggi stiano ormai scomparendo. Dai muri allo streetwear nipponico (vedi Original Fake), passando per gallerie alternative, musei di caratura internazionale e giocattoli in vinile.



5 ottobre 2010






Eccessivo, kitsch, inconfondibilmente giapponese. Mika Ninagawa è senza dubbio uno dei più grandi fotografi di sempre. Basta uno sguardo a uno qualsiasi dei suoi scatti per capirlo. La solita Rizzoli provvede alla sua prima monografia (per il mercato occidentale, sperando che poi si passi a Miwa Yanagi).



2 novembre





Sasha Grey – neu sex




Doveva uscire per la powerHouse Books, poi la palla è andata alla Vice Books. Considerando il rischio speculazione del soggetto in questione (quanto è di moda mettere Sasha in copertina?) un paio di ragionamenti sono leciti. La powerHouse Books è una delle case editrici a livello qualitativo più alto in assoluto. Diffondono una cover provvisoria (più bella di quella definitiva), mettono il libro in preorder, poi decidono che questa mano è il caso di passarla. Vice è uno dei magazine più brutti e inutili della faccia della Terra, ma hanno fatto uscire True Norwegian Black Metal. Uno dei miei libri fotografici preferiti. Detto questo provo a pensare al nudo fotografico più in voga: abbiamo il talentuoso Ryan McGinley, il super esposto Terry Richardson, qualcosa del Turner Prize Wolfgang Tillmans e le ragazzacce dal barrio di Estevan Oriol (che non sono nude ma provocano come se lo fossero). Verso chi propenderà Sasha? Avrà le capacità richieste o darà alle stampe la più classica delle scoreggine artsy?


mercoledì 30 giugno 2010

Mike Patton - Mondo Cane

Leggo i titoli delle canzoni reinterpretate e penso che non ci possa essere nulla di più lontano dai miei gusti (a parte il pezzo tratto dalla colonna sonora di Diabolik). Poi infilo il cd nel lettore. Perdere l'occasione di godersi un disco arrangiato superbamente, suonato meglio e intepretato da un genio cialtrone come Mike Patton sarebbe da pazzi (o da fessi). Dopo averlo riascoltato ininterrottamente per tutta l'ultima settimana mi bastano due parole per darne una definizione esaustiva e inequivocabile: pura classe. Guai a voi se ve lo perdete.

lunedì 28 giugno 2010

Ma quanto è nerd quel genio di Patrick Boivin?





Che fosse un maestro della stop motion lo si sapeva (vedi il suo canale di YouTube). Che fosse un nerd da paura anche (vedi soprattutto questo). Ma un tenerone? Questo Patrick Boivin non smette mai di stupire! E mi fa venir voglia di postare il trailer di questo capolavoro qui sotto (e del suo seguito).











Che dopo è proprio Robot Chicken a essere un capolavoro in toto. Non per i contenuti, ma per lo stile con cui vengono restituiti allo spettatore. Un umorismo supercodificato, che nasconde dietro al cinismo becero e al nerdismo HC un impegno non indifferente da parte di chi ne fruisce. Spesso le gag più fulminanti (si parla di 1, 2 secondi di siparietto) si basano in toto su informazioni che chi guarda deve recuperare per fatti suoi scandagliando il proprio bagaglio culturale, decifrando ciò che vede in un pugno di secondi. Oppure si punta su di un meccanismo ironico per cui personagi di fantasia si comportano come persone reali, in situazioni del tutto plausibili. In questo caso il gioco è ancora più ricercato, visto che di per sè le linee di dialogo hanno ben poco di divertente. Qui si parla di un raffinato detournement, studiato alla perfezione e interpetrato altrettanto bene. Tutto per dire che Seth Green probabilmente di idiota ha solo la faccia.

giovedì 24 giugno 2010

Il gigante cinese: Special Comix vol. 3


Volete farvi un'idea di cosa possa proporre il fumetto indie cinese? Comprando un solo volume? Allora non fatevi sfuggire Special Comix vol.3. 64o pagine di grosso formato (quasi un A4) su carta bella grammata, sovracoperta a colori più due poster in omaggio. A vedersi è una bomba. In più se lo sfogli ci guadagna e basta. Decine e decine di storie (in mandarino con traduzione in inglese), tutte dal taglio tendenzialmente underground. Da quella pesa e dritta in faccia a quella minimal e/o naif. Arrivati alla fine del volume le considerazioni sono due: primo, la Cina non deve essere esattamente il posto più felice del mondo (e contate che il tema del tomo è il futuro. Quando si dice "un domani migliore"). Secondo, entro pochi anni questa nazione sarà un gigante anche a livello di creatività. Non avete idea di quanta roba incredibile ci sia in questo colosso. Qui trovate un' intervista a Storyof (editor dell'antologia) più qualche estratto. Qui ancora qualche paginetta.

mercoledì 23 giugno 2010

Saper giocare con il fuoco: Chronicles of Wormwood di Garth Ennis e Jacen Burrows




Di tutta la prima ondata dell’invasione Avatar targata Edizioni BD Chronicles of Wormwood era sicuramente l’uscita più attesa. Dopotutto è innegabile che Garth Ennis continui a rimanere uno degli scrittori più amati, nonostante il passare degli anni. Un gran furbone capace di farsi perdonare qualche scivolone (e una limitazione imbarazzante di argomentazioni) assestando a intervalli più o meno regolari colpi da maestro. A esempio di questo bastino quei due macigni inamovibili di Hitman e The Punisher Max, forse i suoi capolavori assoluti. Autentici antidoti alle marchette del caso. Chiarito questo va detto che, in un’ipotetica scala di valori tarata sulla produzione dell’irlandese, CoW si porrebbe più o meno a metà. Non grazie alla trama, al ritmo o all’umorismo (che ne avrebbero garantito lo sprofondamento nella parte bassa della classifica), ma facendo perno sulla sensibilità con cui vengono tratteggiate le due figure centrali, Gesù e l’Anticristo. Spiazzante, vero?



La satira e l’ironia verso la Chiesa Cattolica sono argomenti molto più delicati e complessi di quello che si pensi. Se si considera quanto è indifendibile e povero di argomenti il bersaglio in questione è fin troppo facile scivolare nel luogo comune o nell’attacco da osteria. Non è un caso se, messi di fronte per l’ennesima volta a preti pedofili, nazisti o avvezzi a ogni altro tipo di corruzione, la ferocia scivoli via lasciando indifferenti o, al limite, strappando un sorriso di languida approvazione. Fortunatamente Ennis è ben conscio di come si possa giocare col fuoco senza scottarsi. Finisce così col regalarci due personaggi indimenticabili cercando, a differenza di quello che tutti ci aspettavamo, la provocazione sussurrata.



Danny Wormwood non è l’anticristo da operetta che chiunque avrebbe tratteggiato. Abbiamo piuttosto a che fare con un mediocre, un produttore di paccottiglia televisiva (che sforza di promuovere con argomentazioni ridicole e inconsistenti) fidanzato con una donna molto più in gamba di lui. Che tra l’altro tradisce, pentendosi puntualmente dopo l’amplesso. Nulla di incredibile o di maledetto, piuttosto una brava persona senza nessun interesse nel fare del male agli altri (tradimenti sentimentali a parte). A sua volta Gesù è visto come la vittima delle circostanze, un uomo incredibilmente buono e pieno d’amore. Destinato a soffrire per questa sua condizione. Nessuna traccia del mongoloide, spastico, pervertito, cocainomane che ci avrebbero propinato tanti provocatori da due soldi. L’unico aspetto “negativo” che troviamo nel personaggio è una caratterizzazione da amabile sempliciotto. Sfaccettatura che si riallaccia a tutta una serie di apparizioni del Messia nell’immaginario popolare moderno. Sia che si tratti dei Simpson, piuttosto che di South Park, Family Guy o qualsiasi altra serie dal taglio iconoclasta, la figura del figlio di Cristo viene quasi sempre rappresentata come il fessacchiotto di cui tutti si approfittano. Un leitmotiv che ne fa un personaggio più codificato e amato (come si ama un personaggio di fantasia, nessun riferimento religioso) di quello che si potrebbe pensare. Provate a non ridere quando, in un puntata dei Griffin, trasforma una brocca di acqua in puro funky. O quando finisce per festeggiare in solitaria il suo compleanno in South Park. Io sarò anche anticattolico, ma Gesù rimane un personaggio fantastico. Sopratutto quando guida il gruppo dei SuperAmici (sempre in SP).



Garth Ennis cesella tutta la miniserie su questi due antieroi atipici, riuscendo così ad alternare banalità mostruose ad aperture delicate e, soprattutto, dalla fortissima carica umana. Motore primo di ogni storia narrata dalla mente dietro a Preacher. Per quanto lui si impegni a tratteggiarci come un gregge privo di qualità rimane il fatto che tutte le sue sceneggiature si fondano su azioni impossibili da portare avanti se non spinte da orgoglio e dignità. Caratteristiche inevitabilmente e indiscutibilmente umane. Ed è proprio qui che troviamo la più grande provocazione: secondo Ennis l’uomo è (e deve essere) perfettamente capace di risolvere i suoi problemi contando unicamente su se stesso. In un simile scenario che utilità avrebbero religioni e ideologie? E per ricordarcelo non occorre un Dio segaiolo (che comunque trovate nel fumetto) ma gli eredi dei due poli della cristianità che decidono di bersi una pinta piuttosto che dare il via all’Armageddon. Umani, troppo umani.

martedì 22 giugno 2010

Come suona il pig squeal a 8 bit?




Ho conosciuto le prodezze di A Rotten Bit grazie al MiOdi appena passato. Visto che
per essere goduti come si deve gli Ufomammut necessitano di volumi esagerati (un pò come tutto lo sludge/drone) la mia serata presso il Magnolia si è conclusa nel palco secondario, sotto una tempesta di note sintetizzate.



Che la scena chiptune fosse una gran figata lo si sapeva, ma un'uscita come The 8Bit Metal Comp, dove il Nostro partecipa con due strepitose cover, è veramente una gemma. Undici brani di altrettante band simbolo dell'ultima ondata deathcore, rivise e rilette in chiave retrogame. La cosa più significativa è che la maggior parte delle composizioni guadagnano di credibilità quando sono suonate con due Gameboy. Capito Atreyu?



Trovate tutto (e gratis) direttamente sul MySpace di A Rotten Bit.